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Julien Tromeur


Classifica Libri CATEGORIA (E SOTTOCATEGORIE)
Archeologia

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Libri in questa classifica: 388

Pagina 27 di 39

Posizione in classifica: 261

Perché LItalia Amò Mussolini (e Come è Sopravvissuta Alla Dittatura Del Virus)

Bruno Vespa

Archeologia - Dalla preistoria

Perché LItalia Amò Mussolini (e Come è Sopravvissuta Alla Dittatura Del Virus)
Questo libro racconta la storia di due dittature, quella di benito mussolini e quella del signor covid (come lo chiama l'autore). Si apre con una passeggiata a piazza venezia: stracolma per i grandi proclami del duce negli anni del consenso (1925-1936), deserta durante il drammatico lockdown della primavera 2020. Entrambe le dittature hanno soppresso o limitato la libertà degli italiani (il covid-19, a 2 miliardi di persone), ma se allora mussolini ebbe un'enorme popolarità interna e internazionale, l'italia ha resistito al virus con un odio sordo, sconfiggendolo con la disciplina in primavera e rivitalizzandolo con la confusione in autunno. Nella parte sul fascismo, bruno vespa mostra come, superato il trauma dell'opinione pubblica per il delitto matteotti, mussolini abbia conquistato il consenso mondiale per aver annientato il socialismo filosovietico in occidente, ma anche perché i treni arrivavano in orario e per la bonifica pontina, che ispirò alcune iniziative del presidente americano roosevelt. Gli italiani apprezzarono le grandi opere urbanistiche, la messa in sicurezza dell'economia dopo la crisi del 1929 e, soprattutto, le iniziative sociali: settimana lavorativa di 40 ore, dopolavoro, sostegno alla maternità, colonie marine. La guerra d'etiopia e la nascita dell'impero guadagnarono poi al duce perfino il plauso degli antifascisti. Ma il vespa storico racconta anche la vita privata di mussolini, dalla condizione di separato in casa a villa torlonia alle innumerevoli amanti frequentate anche durante la lunga relazione con claretta petacci. Nella parte sul covid ritroviamo il grande cronista, che ha voluto osservare con i propri occhi lo strazio di codogno, nembro, alzano, le terapie intensive e il cimitero di bergamo, parlando con sindaci, medici, sacerdoti, cittadini che hanno visto sconvolta la loro vita. Vespa mette a confronto le opinioni di eminenti scienziati, ironizza sui virologi da talkshow e prova a distinguere tra allarme e allarmismo, che nell'autunno 2020 ha davvero rischiato di mettere in ginocchio il paese. Negli ultimi capitoli, incontra il presidente del consiglio giuseppe conte e tutti i leader politici, testandone la capacità di utilizzare l'enorme quantità di denaro messo a disposizione dall'europa per rilanciare un'italia che non cresce da vent'anni. Conte illustra a vespa i timori per la ripresa dell'epidemia, la speranza di un vaccino ormai prossimo, i suoi rapporti con il potere e la strategia per rilanciare il paese. Segue un'analisi dei mutati rapporti di forza tra un pd rinvigorito dalle elezioni regionali e amministrative d'autunno e un m5s che rischia di perdere casaleggio e di battista. L'imprevedibile movimentismo di renzi e la corsa di calenda a sindaco di roma. La svolta europeista di salvini, la crescita costante di giorgia meloni e la fermezza di berlusconi, uscito dal covid, nel rivendicare il ruolo determinante di forza italia, seppure elettoralmente ridimensionata.
Punteggio: 500
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 14/12/2024

Posizione in classifica: 262

Le Bugie Della Storia

Piero Melograni

Archeologia - Storia della guerra

Le Bugie Della Storia
Una scelta di dieci menzogne tramandate dagli storici. A partire dalla più grossa: la storia si ripete e serve a prevedere il futuro. Melograni smonta alcune finora indiscusse verità e dimostra prove alla mano che: l'italia doveva essere federata e non unita; la belle epoque fu tutt'altro che un'epoca di pace e di sviluppo; le rivoluzioni scoppiano nei momenti di prosperità, non in quelli di povertà e stenti; la grande guerra non fu determinata da cause economiche; i comunisti mangiavano i bambini; marx non visitò mai una fabbrica; la globalizzazione esiste da secoli; gli italiani non capirono guglielmo marconi. Ogni capitolo è un sintetico e preciso saggio.
Punteggio: 457
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 25/03/2025

Posizione in classifica: 263

La Battaglia Che Fermò Limpero Romano
La Disfatta Di Quintilio Varo Nella Selva Di Teutoburgo

Peter S. Wells

Archeologia - Dalla preistoria

La Battaglia Che Fermò Limpero Romano<br>La Disfatta Di Quintilio Varo Nella Selva Di Teutoburgo
Nell'autunno del 9 d. C . , le legioni dell'imperatore augusto subirono una sconfitta devastante nel cuore di una foresta in territorio germanico. Ventimila soldati furono massacrati - oltre ai mercanti, alle donne e ai bambini al seguito dell'esercito - e augusto, sconvolto dal disastroso episodio, ridimensionò l'intero disegno espansionistico di roma. Il confine dell'impero fu riportato lungo il reno, che divenne la linea di demarcazione tra il mondo latino e quello germanico. Protagonisti della battaglia furono publio quintilio varo, legato romano in germania noto per la sua politica oppressiva, e arminio, condottiero germanico a capo del popolo dei cherusci, che concepì l'imboscata nella fitta vegetazione della foresta.
Punteggio: 427
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 23/04/2023

Posizione in classifica: 264

La Battaglia Che Fermò L'impero Romano
La Disfatta Di Quintilio Varo Nella Selva Di Teutoburgo

Peter S. Wells

Archeologia - Dalla preistoria

La Battaglia Che Fermò L"impero Romano<br>La Disfatta Di Quintilio Varo Nella Selva Di Teutoburgo
Nell'autunno del 9 d. C . , le legioni dell'imperatore augusto subirono una sconfitta devastante nel cuore di una foresta in territorio germanico. Ventimila soldati furono massacrati - oltre ai mercanti, alle donne e ai bambini al seguito dell'esercito - e augusto, sconvolto dal disastroso episodio, ridimensionò l'intero disegno espansionistico di roma. Il confine dell'impero fu riportato lungo il reno, che divenne la linea di demarcazione tra il mondo latino e quello germanico. Protagonisti della battaglia furono publio quintilio varo, legato romano in germania noto per la sua politica oppressiva, e arminio, condottiero germanico a capo del popolo dei cherusci, che concepì l'imboscata nella fitta vegetazione della foresta.
Punteggio: 427
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 13/11/2021

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