L'afa di agosto può essere insopportabile, soprattutto se associata a una vischiosa routine. Non stupisce allora che maigret affronti quasi con sollievo il caso del
L'afa di agosto può essere insopportabile, soprattutto se associata a una vischiosa routine. Non stupisce allora che maigret affronti quasi con sollievo il caso del 'morto senza nome' - cioè il clochard che qualcuno ha freddato con tre colpi di pistola al petto in un edificio abbandonato nei pressi delle halles, fra cumuli di oggetti inutili e inverosimili raccattati nei cassonetti. Il problema, appunto, è che l'uomo non ha documenti addosso, e che per di più non sembra un vero barbone: i lunghi capelli argentei, così come i baffi e la barbetta alla richelieu, rivelano le cure sapienti di un barbiere, e le mani sono impeccabili. Lo si direbbe piuttosto un vecchio, nobile attore che reciti la parte di un barbone. Non solo: il marchese - così veniva chiamato nel quartiere - non si degnava di rivolgere la parola a nessuno, e neppure beveva. Davvero strano. Il commissario detesta non capire, e questa volta veramente non capisce. Il che lo rende nervoso e intrattabile. Ma l'irritazione si trasformerà in ansia non appena scoprirà che il marchese, vent'anni prima, era un restauratore di mobili antichi con bottega in rue lepic, e che aveva una moglie e una figlia. Che cosa può spingere un bell'uomo in gamba, stimato e amato, a sparire nel nulla due giorni prima di natale senza lasciare neppure un biglietto di addio? Che cosa può provocare un così radicale passage de la ligne? Chiunque sia l'assassino non ha fatto i conti con maigret, e con il suo ossessivo accanimento.
Qualcuno ha ucciso brutalmente william brown, un australiano che durante la guerra ha lavorato per i servizi segreti, e maigret viene caldamente pregato di risolvere il caso con rapidità e discrezione. Giunto ad antibes, tuttavia, il commissario si trova d'improvviso catapultato in un mondo che pare avere su di lui l'effetto di un narcotico. Un mondo traboccante 'di sole, di mimose e di fiori dal profumo dolciastro, di mosche ubriache, di auto che scivolano sull'asfalto molle. ' . Un mondo più che mai lontano da parigi e dalla realtà conosciuta.
Campagna inglese, anni quaranta. Aristides leonides, ultraottantenne miliardario di origine greca, ha da poco sposato una giovane di umili origini, brenda, nonostante la feroce opposizione di tutti i familiari. Quando aristides muore, perché qualcuno gli ha iniettato una sostanza letale al posto dell'insulina, i leonides accusano brenda e il precettore dei nipoti che avrebbe con lei una relazione. Anche la polizia non trascura questa traccia, ma sembra che le indagini non riescano a fare piena luce sulla vicenda: qualcosa di nuovo scompiglia le carte. Prefazione e postfazione di anna luisa zazo.
'scritto intorno agli anni trenta da un genio, questo breve capolavoro è il romanzo della polizia, del controllo, dell'annullamento totale dell'uomo sotto la più potente, importante e demiurgica dittatura poliziesca che l'uomo moderno abbia mai conosciuto. Ha un predecessore altrettanto profetico: franz kafka. Simenon con pochi tratti, come un grande pittore appunto, costruisce scene, costumi e nomi e personaggi che paiono coperti dalla cipria bianca della pittura surrealista e metafisica. La sua semplice chiara prosa di umile scrittore di gialli è percorsa dal vento dei balcani, evoca, con la sola parola mar nero, un mare nero, descrive gli uomini a due dimensioni: una di faccia e l'altra di profilo. ' (goffredo parise)
Un'oscura maledizione grava sul campo degli zingari, un vasto terreno nel quale sono avvenute molte terribili disgrazie. Eppure, da quando l'ha visto, il giovane michael rogers non ha che un pensiero: acquistarlo, costruirvi la casa dei sogni e andarvi ad abitare con la ragazza che ama. Un desiderio apparentemente irrealizzabile, vista la sua povertà. Ma un colpo di fortuna è dietro l'angolo: la ragazza di cui si è innamorato si rivela una ricchissima ereditiera. Tutto sembra andare per il verso giusto e il ragazzo riesce a far costruire una splendida villa. Ma sul campo degli zingari avviene un nuovo delitto.
Per gli amanti del racconto gotico e del terrore, una serie mozzafiato di storie di mistero e soprannaturale, tra visioni psichiche, antiche sepolture e messaggi dall'aldilà che vedono impegnati anche miss marple e poirot. Simone è una giovane medium molto dotata, ma anche logorata dalle esperienze vissute durante le sue sedute spiritiche. Soprattutto quelle con madame exe, che cerca un contatto con la figlioletta morta. Simone, che sta per sposarsi con raoul daubreuil, ha ormai deciso: guiderà un'ultima seduta per madame exe, come d'accordo, e dopo il matrimonio smetterà l'attività. Raoul acconsente, ignaro della tragedia che si sta preparando…
Dopo cinquantacinque anni l'anziano hercule poirot torna a styles court, il luogo in cui aveva risolto il suo primo famoso caso di omicidio, ora trasformato in una raffinata pensione. E qui incontra il vecchio amico, il capitano hastings, per rivelargli che tra gli ospiti si nasconde un assassino. Infatti, a dimostrare la tesi di poirot, styles court viene funestata da un nuovo delitto, un omicidio così misterioso da far sospettare di tutti, persino della figlia di hastings. Ancora una volta però il principe degli investigatori, nonostante una grave malattia, riesce a risolvere il caso. Sarà la sua ultima indagine.
Una delle opere più straordinarie di jim thompson, universalmente collocata tra i classici dell'hard boiled e del romanzo di provincia americano. Per sondare gli abissi della psiche di un assassino serve un valente strizzacervelli? Macché, basta cercarne le radici in una sonnolenta cittadina del texas, dove il vicesceriffo locale, l'insondabile lou ford, sente che sta riprendendo vigore nel suo intimo la malattia, una follia incontrollabile che sfocia in reazioni inconsulte. Incaricato di cacciare dai confini urbani una sciantosa che adesca clienti, tra cui il figlio del ricco petroliere del luogo, finisce per seminare una lunga scia di violenza dietro di sé, tappando una falla da una parte e aprendone una nuova da un'altra. Malefatte che è lo stesso protagonista a raccontare al lettore, in una sorta di confessione fiume, in tempo reale, come se non fosse jim thompson bensì lou ford stesso a prenderlo per mano e a trascinarlo nell'insensato vortice della sua violenza cieca. Scritto nel 1952, in una fase di sfrenato boom petrolifero, l'assassino che è in me è una delle opere più straordinarie di jim thompson e viene universalmente collocato tra i classici dell'hard boiled come pure del romanzo di provincia americano. Non a caso hollywood, che ha sempre saccheggiato la produzione letteraria di thompson, nel 2010 ne ha tratto l'omonima, fortunata pellicola, con un incredibile casey affleck nel ruolo dell'antieroe lou ford, per la regia di michael winterbottom.
Il professor van dusen, soprannominato 'la macchina pensante' per la sua capacità di trattare qualunque problema come un'equazione matematica, è alle prese con una sfida impossibile: evadere da una cella di massima sicurezza usando solo il cervello. Solide sbarre di ferro alla porta e alla finestra, spesse mura di pietra, nessun contatto col mondo esterno, una sorveglianza asfissiante, perquisizioni continue. Com'è possibile che la macchina pensante riesca a vincere la sfida?