Il treno è verde, con un cartello in caratteri cirillici e cinesi che riporta la città di partenza, mosca, e quella di arrivo, pechino. In mezzo, c'è un mondo selvaggio, quelle regioni estreme raccontate da esploratori e pionieri, territori vasti ed enigmatici, sul filo del sogno. Il treno è un ponte lunghissimo che attraversa la taiga siberiana, le steppe mongole, il deserto del gobi, superando il remoto confine tra le regioni di gengis khan e il paese più popoloso del mondo, la cina. Passando da una civiltà pressoché immutata nei secoli a una dimensione avveniristica e tecnologica. Il treno è una casa in movimento, che ospita passeggeri stravaganti e ombre del passato. Mauro buffa ci racconta questo insolito viaggio in treno (più la digressione in mongolia, sceso dal convoglio) in cui ha incontrato russi post sovietici, babuske infreddolite, pastori nomadi maestri dell'essenzialità; ha brindato con la vodka insieme agli occasionali compagni di scompartimento, ha trovato ospitalità nelle gher, mangiando carne di montone e bevendo tè salato, lasciandosi incantare dagli spazi infiniti ancora non contaminati dall'uomo.
Davide è stato per alba la rivelazione della pulsante voce della vita, la scoperta dell'amore che s'incide sulla pelle, per la prima volta. Nel trascorrere degli anni lei ha cercato di scacciare l'immagine inopportuna di un volto riemergente dal passato, è diventata una donna decisa e brillante: un ingegnere capace di spiegare ai suoi studenti il mondo dei motori disegnando alla lavagna curve perfette come il suo grembo, tenero portatore di nuova vita. Nell'attesa, alba sfoglia le pagine della sua esistenza: l'infanzia chiusa nel cerchio perfetto della sua casa, gli anni a ruvo di puglia, poi il trasferimento nel salento, la dedizione allo studio, le oscillazioni dell'animo. E lo sguardo innamorato di filippo, il suo presente. Cos'è l'amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all'improvviso?
Il talento infinito, l'amore del pubblico, la devozione delle donne, l'amicizia dei potenti: e arnaldo vezzi, il più grande tenore del suo tempo, crede di essere un dio. Quindi si prende quello che vuole, se ne serve e lo getta via; calpesta cuori e anime; deride, distrugge. Tutto deve essere suo, nulla gli si può rifiutare. Ma un dio può non essere immortale.
La storia di una famiglia che lotta per trovare il proprio posto nell'universo. «se amate il fumetto, non potete perdervi questa serie» – ign «uno scrittore e una disegnatrice in forma smagliante, alle prese con il genere di emozionante epopea che hollywood vorrebbe saper realizzare» – the a. V . Club «un volume fantastico, l'ennesimo segno della rinascita della image comics. È meraviglioso assistere al ritorno di brian k. Vaughan nel mondo del fumetto ed è ancora più bello scoprire l'arte di fiona staples» – warren ellis marko e alana hanno combattuto per opposte fazioni in una guerra millenaria. Ora combattono insieme per proteggere la famiglia che, insieme, stanno costruendo. La storia più vecchia del mondo, ragazzo incontra ragazza, viene declinata in modo inedito, epico in una space opera dai toni profondamente accorati da brian k. Vaughan, qui al suo ritorno al fumetto seriale dopo 'y', 'l'ultimo uomo' ed 'ex machina'. Disegni e colori di fiona staples. Adatto a un pubblico adulto.
Vudù e magia nera in un thriller soprannaturale. Un detective privato, harry angel, assunto dal diabolico louis cyphre, scende nell'inferno di new york per rintracciare un famoso cantante scomparso, mettendo a repentaglio non solo la vita ma anche la propria anima. Un romanzo all'ultimo respiro, molto più terrificante dal film che ha ispirato con robert de niro e mickey rourke.
Oggi tutti sanno chi sono i modà: il successo a sanremo, i vertici delle classifiche, i concerti sold out ovunque. Ma molti ignorano il percorso lungo e tortuoso che hanno affrontato per arrivarci, su e giù per i locali della provincia, e nelle feste di paese dove il 'compenso' era una cena. Ma tutto andava bene pur di ritagliarsi un'occasione. La 'svolta' sembrava sempre lì, a un passo, e poi arrivava l'ennesima fregatura. Kekko, il leader e fondatore, ha continuato a crederci, anche quando ci ha rimesso di tasca propria, è stato abbandonato da chi avrebbe dovuto aiutarlo o si è ritrovato a cantare di fronte a tre spettatori. Dopo ogni delusione, giurava a se stesso che non ci sarebbe più cascato. E invece ricominciava a comporre. Sono nate così le sue canzoni più belle, come 'nuvole di rock' e 'sono già solo'. Ma, proprio quando stava perarrendersi, una promessa alla madre l'ha convinto a provarci ancora una volta. Quella buona. Oggi racconta dieci anni di gavetta e un successo arrivato a caro prezzo per chi - come lui - non ha mai voluto accettare compromessi o tradire chi l'ha sostenuto. A partire dai ragazzi della band, che hanno condiviso la stessa passione e lo stesso impegno, attraverso esperienze ora disastrose, ora assurde - come il mitico viaggio in camper milano-messina non stop - fino ai fan, che hanno amato i modà su internet ben prima che le case discografiche si accorgessero di loro.
C'era una volta, tra la spiaggia con gli ombrelloni e la campagna dove si può imparare a guidare il trattore, un'officina piena di attrezzi e un pugno di bambini a cui piaceva andare forte con le minimoto. E tra questi ce n'era uno che voleva sapere il perché di tutte le cose, che amava il modo di correre di eddie lawson e valentino rossi e sognava di diventare un giorno come loro. E poi c'era un ragazzino che passava i pomeriggi a capire come funziona un motore, che la domenica cantava in macchina con babbo e mamma andando alle gare con la moto nel baule, che in trasferta all'estero si portava la piadina per le grigliate tutti insieme a fine gara e che cercava di far ubriacare le ragazze straniere su viale ceccarini ma non sempre gli andava bene. E un giovane uomo che sulla moto ci stava un po' stretto ma che amava vincere. Non solo in pista ma anche a calcetto, a beach-volley, sugli sci, a biliardino, ovunque ci fosse della bagarre. E che aveva scelto una ragazza e quattro amici, sempre gli stessi, e cantava 'siamo solo noi' perché gli piaceva vasco rossi, ma anche 'o surdato 'nnammurato e 'like a rolling stone'. Un guerriero che con la squadra giusta sapeva fare miracoli e se c'era da prendersi a torte in faccia non si tirava mai indietro. Oltre duecento foto a colori, documenti di pista, memorabilia e scritti inediti. I primi giri in minimoto, le serate con gli amici, i rally: quattordici qr code con video rari e divertenti. E un coro di trenta voci per raccontare marco.
A ian fleming viene universalmente attribuita l'invenzione di una figura letteraria prima di lui non esistente, la bond girl: e la solitaire di 'vivi e lascia morire', una veggente vudù con gli occhi quasi viola, i capelli quasi blu e un legittimo sospetto di verginità è una delle rappresentanti più autorevoli della categoria. Ma meno attenzione si presta, in genere, al secondo grande copyright di fleming, il bond villain. Anche qui, mr big occhi gialli, pelle grigia, il corpo enorme sorretto a stento da un cuore malato, e il più che legittimo sospetto di essere, in realtà, lo zombie del sommo sacerdote vudù, baron samedi - ha pochi rivali. Si aggiungano, a piacere, una notte brava nei locali notturni di harlem, la scoperta dell'america e della giamaica, una incredibile sequenza sottomarina, e sullo sfondo la caccia al tesoro di morgan il sanguinario. Gli ingredienti per l'avventura più leggera, crudele e incalzante di 007 insomma ci sono tutti: basta solo agitarli, una pagina dopo l'altra.
Due giudici, un veterano della corte suprema e l'ultimo eletto nel gotha della giustizia americana, vengono assassinati nella stessa notte. L'fbi non ha alcun indizio. Ma una giovane studentessa in legge sta compiendo una lunga ricerca relativa ai casi ancora pendenti presso le corti che la metterà sulle tracce del duplice assassino. Ne verrà fuori un rapporto dettagliato su un insospettabile strettamente legato ai vertici dello stato.
Nella milano grigia e dolente degli anni più duri della seconda guerra mondiale, quelli dei bombardamenti, delle stragi, delle vite immolate, cresce fra mille difficoltà un amore miracoloso che donerà ai due giovani protagonisti, mara bonfanti, bella e di buona famiglia, e mario canevari, operaio delle acciaierie, momenti di indicibile gioia e altri di sofferenze strazianti. La bimba, frutto del loro amore, verrà abbandonata al suo destino appena nata, e mara sarà costretta, dalla madre e dalle convenzioni sociali, a sposare il generale pepe, un uomo molto più anziano di lei, ufficiale della brigata fascista ettore muti. Quando, una notte, il generale pepe verrà trovato morto nella sua casa, mara si dichiarerà colpevole e sarà condannata per la sua colpa al carcere a vita. Dovranno passare diciotto anni prima che una lettera anonima giunga a gettare una luce nuova e sorprendente su quegli eventi lontani.